venerdì 10 luglio 2026

Il seminatore uscì a seminare.

 12  luglio 2025

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Il seminatore uscì a seminare.

Il Vangelo ci racconta - se si eccettua l’ultima frase - la storia di una catastrofe. Tutto comincia nella speranza e, nonostante questo, non tarda ad essere ridotto ad un nulla: gli uccelli mangiano il seme; il terreno pietroso gli impedisce di mettere le radici; le piante spinose lo soffocano... tutto segue il suo corso disperante.
Tuttavia, in mezzo a questa catastrofe, Dio annuncia il suo “ma”: in mezzo al campo di concentramento di Auschwitz, padre Kolbe - morendo nel "bunker della fame" - loda ancora Dio onnipotente.
Nella parabola del seminatore si incontra il “ma” di Dio: ci sono poche speranze, ma vi è almeno una terra buona per portare cento frutti.
È con gli occhi di Gesù che bisogna leggerle questo genere di storie catastrofiche. E bisogna leggerle con Gesù fino in fondo.
La prima parte mostra che tutto è vano. Eppure la storia di questa sconfitta porta ad una conclusione inattesa. Dio, nella sua infinita misericordia, non lascia che il seminatore soccomba come un personaggio tragico.
Forse abbiamo qui, davanti a noi, una legge che vale per tutte le azioni di Dio nel mondo. Poiché la causa di Dio nel mondo è spesso povera e poco appariscente. Quando la si prende a cuore, si può soccombere alla tentazione della disperazione. Ma le storie di Dio hanno un lieto fine. Anche se all’inizio nulla lascia presagirlo.
Forse Gesù non racconta solo questa storia alle persone che sono sulle rive del lago. Forse la racconta a se stesso per consolarsi. Si chiede: cosa sarà di ciò che intraprendo? Si scontra con la cecità, il rifiuto, la pedanteria e la violenza. Non è ignaro delle sconfitte. “Ma” la sua parola porta i suoi frutti nel cuore degli uomini.



Carissimi Parrocchiani di Cavino, pace e bene.
    
 In questo tempo estivo abbiamo vissuto appuntamenti comunitari e rendono tutta la qualità del nostro stare insieme.
            
Che grazia vivere l’esperienza del torneo di pallavolo nel memoriale dedicato a Beppo, così chiamato  dagli amici. Sono stato coinvolto nell’iniziativa e ringrazio di cuore chi me lo ha proposto.
           
  Sabato ho toccato con mano che i giovani ci sono. Basta dar loro la possibilità di esprimersi, di dare il loro contributo. Vedere questa marea “rosa” riempiva il cuore di tanta gioia, di tenerezza, di effervescenza. Le squadre che si esibivano erano molto “qualificate” con giocatori che tecnicamente non  avrebbero stonato in categorie superiori. Brava la squadra che ha vinto. Complimenti.
              
Al di la dell’iniziativa, mi preme fare alcune considerazioni:

E' bello pensare a una comunità che non dimentica i suoi figli. Questi giovani hanno fatto un salto di qualità. 
Non hanno dimenticato un loro amico e lo rendono vivo questo torneo di pallavolo. 
Bravi per tutto il lavoro certosino messo in campo

2 – Fare memoria è non dimenticare. 
Vuol dire essere vivi, scrivere ancora pagine di storia.
 E fino a che ci sarà questo, anche BEPPO sarà vivo

3 – Papà e Mamma di BEPPO, grazie per la bella testimonianza che data a questi ragazzi.
 Loro vi vogliono bene e la testimonianza in queste serate è stata molto forte e penso di non sbagliare nel dire che anche voi siete affezionati a loro. 
Molte volte sono solito dire che il “SIGNORE GIOCA A CARAMBOLE”, batte da una parte per arrivare a un’altra.

Per piacere non perdiamo questo grande tesoro!

Mi avvicino a tutto questo in punta di piedi. 
Sono l’ultimo arrivato, ma i giovani, i ragazzi sono pietre vive nella mia vita Sacerdotale.
 GRAZIE CAVINO!
                                                                            Don Daniele

Un giovane ha salutato BEPPO. Mi permetto di estrapolare un qualcosa di meraviglioso:

…E oggi, guardando questo campo pieno di persone, le squadre, gli amici, le famiglie e i bambini che corrono, viene naturale pensare che, in fondo, sei ancora qui con noi. 
Magari non ti vediamo, ma ti sentiamo in ogni sorriso, in ogni stretta di mano e in ogni abbraccio che questa giornata ci ha regalato….”




Intenzioni Sante Messe

SABATO  11 : Ore 19.00  Agostini Sereno e Dorina    -    Badan Diego e Bruno
 
DOMENICA  12   luglio:  15^ Domenica del Tempo Ordinario ore  9.30      - Pedron Sergio, Caon Pierina e familiari     - Dalle Fratte Giuseppe e Ivo  - Scapin Samuele

Lunedì  13:      ore  9.00 

MARTEDì   14:   ore     9.00        

MERCOLEDì  15 : ore  9.00 

Giovedi’ 16: Beata Vergine MARIA DEL MONTE CARMELO Ore 9.00  -        Spanesi Ugo

Venerdi’     17 :  ore   9.00

SABATO  18 : ore 19.00   

DOMENICA  19   luglio:  16^ Domenica del Tempo Ordinario ore  9.30     Dalla Bona Ruggero, Maggiolo Fabio e nonni  - Scapin Samuele



LA POTENZA SILENZIOSA DELLA PAROLA


La parabola del seminatore (Vangelo) racconta di un Dio generoso che dona la sua Parola a tutti senza distinzioni, come un contadino che sparge il seme ovunque, anche dove il terreno sembra sterile.
 Come la pioggia e la neve (I Lettura) fecondano la terra, così la Parola di Dio ha una forza che germoglia, trasforma e rinnova. Anche se cade su terreni duri, superficiali o soffocati dalle spine, essa ha una potenza silenziosa capace di far fiorire la vita dove nessuno se l'aspetta. Gesù è la Parola che il Padre ha seminato nei solchi del mondo attraverso la predicazione della Chiesa. Essa annuncia che Dio non seleziona, ma semina con abbondanza nella speranza che ogni cuore umano possa diventare campo fertile. 
La conversione è sempre frutto dell'incontro tra la libertà dell'uomo e la grazia operante di Dio, che continua a innaffiare la terra del nostro cuore con la sua Parola. 
Ogni volta che viene accolta, anche solo da pochi, essa comincia a trasfigurare la realtà e diventa segno concreto della speranza di un mondo nuovo perché immette nella libertà della gloria dei figli di Dio (II Lettura) facendo crescere silenziosamente, ma con certezza, il Regno nella storia umana.
don Donato Allegretti

La Parola di Dio è un seme e il nostro cuore il terreno in cui è seminata. Lavoriamo questo "terreno" con la preghiera e con il sacrificio, per essere buoni ascoltatori della Parola e così portare frutto. 

Oggi ricorre la Domenica del Mare.

PRIMA LETTURA (Is 55,10-11)
La pioggia fa germogliare la terra.
Dal libro del profeta Isaìa


Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 64)

Rit: Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini.

Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli.

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!

SECONDA LETTURA (Rm 8,18-23)
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 13,19.23)

Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.     Alleluia.


VANGELO (Mt 13,1-23)
Il seminatore uscì a seminare.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Parola del Signore

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INIZIATIVE    IN PARROCCHIA 

 e locali

Tra Palco e Stelle 2026

 – giovedì 16/07/2026 ore 21:00 Cavino










13-19 luglio 2026

13 L A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio. Nel discorso missionario Gesù chiede scelte dolorose e separazioni. La vera pace è nella compagnia di Dio. 
S. Enrico (mf); S. Clelia Barbieri. 
Is 1,10-17; Sal 49; Mt 10,34-11,1.

14 M Dio ha fondato la sua città per sempre. La grazia è inefficace quando la volontà dell'uomo non la accoglie, come avvenne per le città che non si erano convertite. 
S. Camillo de Lellis (mf); S. Toscana; B. Angelina da Marsciano.
 Is 7,1-9; Sal 47; Mt 11,20-24.

15 M S. Bonaventura (m, bianco). Il Signore non respinge il suo popolo. Nell'inno di lode di Gesù c'è la tenerezza del suo dialogo con il Padre che, nella sua benevolenza, sceglie i piccoli. 
S. Vladimiro di Kiev; S. Ansuero.
 Is 10,5-7.13-16; Sal 93; Mt 11,25-27.

16 G Il Signore dal cielo ha guardato la terra. Quando si è affaticati e oppressi, è in Gesù che si trovano la consolazione e la pace desiderate. B.V. Maria del M. Carmelo (mf); S. Antioco; B. Irmengarda. 
Is 26,7-9.12.16-19; Sal 101; Mt 11,28-30.

17 V Spero in te, Signore, tu mi dai vita. Ciò che non è ritenuto lecito per altri lo è per Gesù. Il Figlio dell'uomo è signore del sabato. 
S. Giacinto; S. Marcellina; S. Teresa di S. Agostino e c.
 Is 38,1-6.21-22.7-8; Cant. Is 38,10-12.16; Mt 12,1-8.

18 S Non dimenticare i poveri, Signore! La profezia si compie: Gesù è il Servo del Signore e guarisce i malati. Ma impone il silenzio, perché la sua opera non sia ostacolata prima del tempo.
 S. Materno; S. Arnolfo; S. Federico. 
Si 2,1-5; Sal 9; Mt 12,14-21.

19 D XVI Domenica del T.O. / 
 S. Macrina; S. Simmaco.
 Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43.



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