5 luglio 2026
Il giogo del Signore è leggero, poiché egli lo porta per noi.
Gesù prega. Si rivolge a suo Padre. La sua preghiera è un’azione di grazie. Egli loda suo Padre, non in quanto tale, ma per ciò che fa. Si meraviglia di vedere la spontaneità dei bambini e la gente senza cultura rispondere alla sua predicazione. Come, d’altra parte, si dispiace di vedere allontanarsi da sé coloro che avevano tutte le possibilità di riconoscerlo (Gv 9,40-41). Qui la gioia di Gesù esplode. Nessuno lo mette in discussione, nessuno lo fa passare al vaglio di una critica saccente. Vi sono anche coloro che lo accolgono semplicemente, che spontaneamente intuiscono che non si tratta di capire tutto, ma di accettare d’essere amati. È veramente necessario assomigliare a quei bambini che Gesù ama e accarezza (Mc 10,16), e che sono felici di essere amati, perché non sono discussi. È veramente necessario abbassare le armi davanti a lui, a rischio di passare di fianco al più bell’incontro che un uomo possa fare senza accorgersene. E per colui che lo accoglie in tal modo Gesù serba le rivelazioni più grandi, quelle che nessuno può conoscere (Mt 11,27) e che trattano del mistero di Dio stesso. C’è di più. Coloro che pregano ne fanno l’esperienza. Dio parla loro quando essi si confidano a lui. Essi comprendono quando non sono sulle difensive. Essi amano veramente quando accettano di essere amati, poiché Dio ci ama sempre per primo (1Gv 4,10) ma noi ci difendiamo, non vogliamo essere sensibili, e facciamo fatica a lasciarci andare. Noi ci complichiamo la vita spirituale. Cerchiamo il difficile dove le cose sono semplici. Il giogo del Signore è leggero, poiché egli lo porta per noi.
Pace e bene, ad ognuno di voi, a tutti voi.
In questo tempo di vacanza ci accompagna la preghiera, a volte silenziosa, altre volte come bagaglio ereditato da persone che ci amano, ci vogliono bene, ma soprattutto vogliono il nostro bene.
Tutto questo mi da coraggio per chiedere al Signore di mandare Sante vocazioni, sacerdotali e religiose per la sua Chiesa.
Trafitto per amore, risorto per amare tutta l’umanità, diventa la nostra invocazione quotidiana.
Grazie, Gesù!
Vostro,
SABATO 4 : ore 19.00 - Cavinato Dino - Defunti Famiglia Bedin Fulvio - Defunti Dalle Fratte Genesio e def. Fam. Ruffato - Virgis Elio e Pasquali Ada
MERCOLEDì 8: ore 9.00 -
Giovedi’ 9: ore 9.00-
SABATO 11 : Ore 19.00 - Agostini Sereno e Dorina - Badan Diego e Bruno
DOMENICA 12 luglio: 15^ Domenica del Tempo Ordinario ore 9.30 - Pedron Sergio, Caon Pierina e familiari - Dalle Fratte Giuseppe e Ivo - Scapin Samuele
Lunedì 13: ore 9.00
MERCOLEDì 15 : ore 9.00
Venerdi’ 17 : ore 9.00 -
SABATO 18 : ore 19.00 -
DOMENICA 19 luglio: 16^ Domenica del Tempo Ordinario ore 9.30 Dalla Bona Ruggero, Maggiolo Fabio e nonni - Scapin Samuele
4 e 5 luglio: TORNEO BEPPO 5^ edizione . Partecipiamo !
¨ Domenica 5 luglio durante la celebrazione verrà “consegnato il mandato “ agli animatori del Grest. Non un rito di routine, ma un pubblico riconoscimento, una responsabilità educativa da assumere per un impegno serio e durevole non solo per questi 10 giorni!
¨ GREST 2026 Cavino: l’attività inizia lunedì 6 e si conclude il 17 luglio. Agli animatori: coraggio e siate di esempio, siate giovani guide dei più piccoli; ai ragazzi partecipanti: siete in buone mani e approfittate di questa esperienza; agli organizzatori un immenso grazie.
STRUMENTI DI AMORE E DI PACE
Quante volte sentiamo la parola "pace", e in tutte le lingue del mondo... È il grido sofferto di tanti popoli oppressi da guerre senza fine. Oggi, il profeta Zaccaria ce ne indica la via (I Lettura): la pace verrà dal "dominio" di un re. Non un re bellicoso e assetato di potere, ma un re umile che si riconoscerà dal suo cavalcare un piccolo puledro figlio d'asina. La pace viene dal "dominio" di Gesù Cristo. Solo in lui si riconcilierà l'umanità.
fr. Antoine-Emmanuel, Frat. Monast. de Jérusalem - Vézelay FR
PRIMA LETTURA (Zc 9,9-10)
Ecco, a te viene il tuo re umile.
Dal libro del profeta Zaccarìa
Così dice il Signore:
«Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d’asina.
Farà sparire il carro da guerra da Èfraim
e il cavallo da Gerusalemme,
l’arco di guerra sarà spezzato,
annuncerà la pace alle nazioni,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal Fiume fino ai confini della terra».
SALMO RESPONSORIALE (Sal 144)
Rit: Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.
Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal
momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di
Cristo, non gli appartiene.
E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui
che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali
per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere
secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se,
invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Cf Mt 11, 25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.
VANGELO (Mt 11,25-30)
Io sono mite e umile di cuore.
+ Dal Vangelo
secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto
queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre,
perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre
mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se
non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di
cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e
il mio peso leggero».
Parola del Signore
.
Il Vangelo ci racconta - se si eccettua l’ultima frase - la
Tuttavia, in mezzo a questa catastrofe, Dio annuncia il suo “ma”: in mezzo al campo di concentramento di Auschwitz, padre Kolbe - morendo nel "bunker della fame" - loda ancora Dio onnipotente.
Nella parabola del seminatore si incontra il “ma” di Dio: ci sono poche speranze, ma vi è almeno una terra buona per portare cento frutti.
È con gli occhi di Gesù che bisogna leggerle questo genere di storie catastrofiche. E bisogna leggerle con Gesù fino in fondo.
La prima parte mostra che tutto è vano. Eppure la storia di questa sconfitta porta ad una conclusione inattesa. Dio, nella sua infinita misericordia, non lascia che il seminatore soccomba come un personaggio tragico.
Forse abbiamo qui, davanti a noi, una legge che vale per tutte le azioni di Dio nel mondo. Poiché la causa di Dio nel mondo è spesso povera e poco appariscente. Quando la si prende a cuore, si può soccombere alla tentazione della disperazione. Ma le storie di Dio hanno un lieto fine. Anche se all’inizio nulla lascia presagirlo.
Forse Gesù non racconta solo questa storia alle persone che sono sulle rive del lago. Forse la racconta a se stesso per consolarsi. Si chiede: cosa sarà di ciò che intraprendo? Si scontra con la cecità, il rifiuto, la pedanteria e la violenza. Non è ignaro delle sconfitte. “Ma” la sua parola porta i suoi frutti nel cuore degli uomini.
PRIMA LETTURA (Is 55,10-11)
La pioggia fa germogliare la terra.
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 64)
Rit: Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.
Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini.
Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli.
Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.
I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!
SECONDA LETTURA (Rm 8,18-23)
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei
figli di Dio.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili
alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della
creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma
per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa
creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella
libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del
parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello
Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del
nostro corpo.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 13,19.23)
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna. Alleluia.
VANGELO (Mt 13,1-23)
Il seminatore uscì a seminare.
+ Dal
Vangelo secondo Matteo
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a
lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la
folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì
a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli
uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non
c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma
quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte
cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul
terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha
orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con
parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del
regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e
sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha.
Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non
ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano.
In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò
che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non
lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la
parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato
seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è
stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie
subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge
una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene
meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la
preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed
essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la
Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il
trenta per uno».
Parola del Signore
6-12 luglio 2026
6 L Misericordioso e pietoso è il Signore. In ogni situazione al limite delle nostre possibilità, con coraggio e fede chiediamo aiuto al Signore.
S. Maria Goretti (mf); B. Maria Teresa Ledóchowska.
Os 2,16.17b-18.21-22; Sal 144; Mt 9,18-26.
7 M Casa d'Israele, confida nel Signore. La compassione di Gesù ci mostra il volto del Dio vicino. Preghiamo che mandi operai generosi nella sua messe.
S. Panteno di Alessandria; S. Odone; S. Sisoe; B. Carlo Liviero.
Os 8,4-7.11-13; Sal 113B; Mt 9,32-38.
Ss. Aquila e Priscilla; S. Adriano III; B. Pietro Vigne.
Os 10,1-3.7-8.12; Sal 104; Mt 10,1-7.
9 G Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi. La grazia ricevuta diventa dono per gli altri. I Dodici devono dare ciò che gratuitamente hanno ricevuto.
Ss. Agostino Zhao Rong e c. (mf); S. Veronica Giuliani.
Os 11,1-4.8c-9; Sal 79; Mt 10,7-15
10 V La mia bocca, Signore, proclami la tua lode. La forza nelle persecuzioni viene dallo Spirito che suggerisce le giuste parole a chi si affida a lui.
11 S SAN BENEDETTO ABATE patr. d'Europa (f, bianco). Gustate e vedete com'è buono il Signore. Lascio tutto per Gesù. E poi? È la domanda di Pietro e di tutti i chiamati. Ma Dio dona più di ciò che si cerca e di ciò che si spera.
12 D XV Domenica del T.O.
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