venerdì 10 aprile 2026

«Mio Signore e mio Dio!»

12 aprile 2026

II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO A) 

«Mio Signore e mio Dio!»

Dopo la morte di Cristo, gli apostoli rimasero soli. Ebbero paura al punto di rinchiudersi per il timore delle persone malevole. Avevano vissuto tre lunghi anni con il Maestro, ma non l’avevano capito, al punto che Cristo dovette rimproverarli seriamente (Lc 24,25). Non l’avevano capito perché il loro modo di pensare restava troppo terra terra. Vedendo Cristo impotente e senza coscienza sulla sua croce, essi avevano gettato tutt’intorno sguardi impauriti, dimenticando ciò che era stato detto loro: “Vi vedrò di nuovo, e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia” (Gv 16,22). Ed ancora: “Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!” (Gv 16,33).  I discepoli si rallegrarono al vedere Cristo, furono rassicurati dalle sue parole: “Pace a voi! Ricevete lo Spirito Santo!”. Ma essi dovettero attendere la Pentecoste perché lo Spirito Santo venisse a purificare i loro spiriti e i loro cuori, a dare loro il coraggio di proclamare la gloria di Dio, di portare la buona novella agli stranieri e di infondere coraggio ai loro seguaci. Dio si è riavvicinato agli uomini ed essi si sono rimessi nelle sue mani, per mezzo di Cristo e dello Spirito Santo.

Concedendo agli apostoli il potere di rimettere i peccati, Cristo ha detto loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi” (Gv 20,22-23). Come Cristo ha fatto con gli apostoli, così il vescovo, imponendo le mani ai sacerdoti che vengono ordinati, trasmette oggi il potere dello Spirito Santo, che permette loro di dispensare i sacramenti e, attraverso di essi, di assolvere i peccati. Ogni sacramento, non solo evoca il ricordo di Cristo, ma è Cristo in persona, che agisce immediatamente per salvare l’uomo. Nel dispensare i sacramenti, la Chiesa si mette in un certo senso ai piedi della croce per portare la salvezza ai credenti. Come potrebbe quindi dimenticare la fonte dalla quale scaturiscono le grazie di salvezza che sgorgano dalle sue mani?
Dio realizzerà il suo più grande desiderio, renderà l’uomo felice se egli lo vorrà, se risponderà “sì” al Padre che gli offre la gioia, a Cristo che gli porta la salvezza, allo Spirito Santo che gli serve da guida.
Dio non impone il suo amore agli uomini. Egli attende che l’uomo stesso faccia un passo in avanti. Dio salva chi si apre a lui per mezzo della fede, della speranza e dell’amore. Dio si avvicina, e anche l’uomo deve avvicinarsi a lui. Allora Dio e l’uomo si incontrano sullo stesso cammino, in Cristo, nella sua Chiesa.
Cristo non è solo uomo, né solo Dio. È Dio e uomo allo stesso tempo; grazie a questa duplice natura, egli è come un ponte teso tra l’umanità e Dio. Il sacrificio offerto a Dio da Cristo ha cancellato le colpe passate, presenti e future. “Egli ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso” (Eb 7,27). Da allora gli uomini possono “per mezzo di lui accostarsi a Dio” fiduciosi del fatto che “egli resta sempre” (Eb 7,25).
Così, per la sua natura prodigiosa e il suo sacrificio completo, Cristo è il solo Intercessore e Sacerdote Supremo. In Cristo, gli uomini ritornano al Padre. In Cristo il Padre rivela agli uomini l’amore che egli porta loro.
È sempre più facile avvicinarsi a Dio prendendo la mano caritatevole che il Padre tende all’uomo per aiutarlo a seguire Cristo, nostro Redentore. Tale è il senso del salmo che evoca l’uomo miserabile il cui grido giunse fino agli orecchi del Signore, e che fu liberato dai suoi mali.



             Pace e bene, carissimi cristiani di Cavino!
               
       Ancora nel clima pasquale ci siamo recati alla tomba di Cristo, ma l’abbiamo trovata vuota. Non è lì. E’ Risorto, alleluia,  alleluia.
         La nostra speranza non è stata vana: abbiamo incontrato 17 volti di nostri ragazzi che proprio Domenica riceveranno in dono i Sacramenti della Confermazione e dell’Eucaristia.
         Che gioia! Che emozione! Che Grazia!             
Impariamo da questa esperienza come sia la Comunità ad educare alla fede.
          Domenica 12 aprile, 2^ Domenica di Pasqua, per volere di San Giovanni Paolo II °, è la Domenica della Misericordia. Che bella coincidenza!
          Tutti noi, in forza del nostro Battesimo, siamo chiamati ad incarnare la Misericordia di Dio, a chiedere perdono e a saper perdonare, gli uni e gli altri. Il perdono non può essere di facciata, ma concreto, che parte dal cuore e arriva al cuore.
             Coraggio amici di Cavino: NULLA E’ IMPOSSIBILE!
E’ UN’OCCASIONE PER DARE TESTIMONIANZA AI NOSTRI RAGAZZI E ANCHE A NOI STESSI, CHE STARE DALLA PARTE DEL CRISTO RISORTO, VALE PROPRIO LA PENA!!!!!!!
                            Un abbraccio ai Cresimandi, ai Padrini e alle Madrine, ai genitori, a coloro che in questi anni li hanno accompagnati.
Con affetto,                                                      
                                                                             
don  Daniele

Intenzioni Sante Messe

SABATO   11  -  Ore 19.  00:     -  Agostini Sereno e Dorina      - Cavinato Ottorino e Mozzo Antonietta  -  Cavinato  Albano e def. Famiglia   - Badan Diego e Bruno  -  Agostini Tarcisio (anniversario)    - Fam . Stefan Francesco    -   Cavinato Silvio (anniversario)   - Virgis Elio   e  Pasquali  Ada
             
DOMENICA  12   aprile    -    2^  Domenica di Pasqua - 
  DOMENICA della Divina Misericordia    ( in Albis)  :  ore  9.30   -
- Dalle Fratte  Ivo e Giuseppe   - Gallato Giuseppe   -  Secondo l’intenzione dell’offerente         -  Maggiolo Fabio e nonni,  Dalla Bona Ruggero   -    Mazzon Bruno e Livio   -  Rizzato Rizzieri  e Schiavo Virginia Teresa    -  Bedin Luigi, Assunta, Ferdinando, Tecla e Santa  - De Santi Gabriele, Minotto  Edda  - Morosinotto Franco, Miozzo Aurelio, Gemma, Renato, Giovannina e Giovanni

 Lunedì         13 Ore     9.00            Bortoletto Guerriero  e Cogo Giosuè

 MARTEDì         14 -     Ore     9.00        -

MERCOLEDì   15 -  Ore     9.00      -  
 
Giovedi’       16 -  Ore     9.00    -     Spanesi Ugo

Venerdi’      17   Ore     9.00      -  Breda Gemma     -  Pezzin Marilena

SABATO   18 Ore 19. 0 0:  -  Salmaso Virginio e Reffo Armida  - Fam. Libralon Olindo Paparone Pierino e defunti  Zagolin

DOMENICA  19 aprile   -   3^ Domenica di Pasqua     ore  9.30   -          Gallato Antonio e Perosin Andrea, Virgilio, Umberto  -  Gazzola Luigi  e Giuseppe    -Fam. Spanesi  Ferdinando, Regina  e figli                    
 
Avvisi  
¨ Oggi   ci uniamo  come comunità educante ai nostri 17 ragazzi/e che  ricevono i sacramenti  della Cresima e dell’ Eucaristia    con la nostra preghiera e testimonianza.  A loro  buon inizio di  vita comunitaria!!

¨  Mart 14: prove di canto  per la nostra Corale

¨   Giov. 16:  ore 21 (sotto-canonica) incontro secondo calendario del Consiglio Pastorale Parrocchiale

¨  Dom. 19:  Uscita  genitori/ragazzi e catechisti del gruppo del 1° discepolato:   (2^ e 3^elementare)    Particolari organizzativi nel gruppo social.

¨  Dom. 19:  Comunione agli ammalati secondo accordi con i ministri straordinari.

¨  Dom. 19: ore 12,30   sala Borsi -Tombola di Pasqua del gruppo  NOI DONNE       Un  incontro gioioso tra divertimento e socializzazione ..benvenuti anche gli uomini.

· sab.18:ore 14.30-15,30 catechesi per i ragazzi della Terza  Tappa (4^ elem.)

 NB. Per inserire in questo foglio avvisi comunitari  ci si rivolga a Nevio ( tel.349.8478738)

UNA FEDE CONDIVISA


«Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui». Ciò che scrive Pietro nella sua prima lettera esorta ciascuno di noi a vivere la beatitudine della fede che il Risorto proclama dopo essere stato riconosciuto da Tommaso: «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto». Tommaso pretende di vedere personalmente giacché non si fida della testimonianza degli altri e della comunità. Non ha creduto alla parola della Maddalena. La sua assenza, nel primo giorno della settimana, lo attesta: egli non è con gli altri apostoli perché non ha accolto l'annuncio di Maria. Allo stesso modo non crede a ciò che i suoi compagni gli dicevano. C'è qui un verbo all'imperfetto per sottolineare l'insistenza con cui gli altri discepoli gli hanno annunciato il loro incontro con il Risorto, come pure l'ostinazione di Tommaso a non credere alle loro parole. E il Signore si manifesta al discepolo incredulo non quando è solo con sé stesso, ma quando è di nuovo nella comunità. Ogni comunità cristiana è questo luogo in cui non solo ogni bene è in comune, come ci dice la pagina degli Atti, ma dove è soprattutto la fede ad essere condivisa e ciascuno sostiene la fede dell'altro.
d. Luca Fallica, Abate di Montecassino


 Gesù vince la diffidenza di Tommaso mostrando le sue piaghe. Affidiamoci alla misericordia di Gesù, che sana le nostre ferite e ci invia per portare pace a chi è nella paura.

 

PRIMA LETTURA (At 2,42-47)

Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune.

Dagli Atti degli Apostoli

[Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.
Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)

Rit: Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».

Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!

SECONDA LETTURA (1Pt 1,3-9)
Ci ha rigenerati per una speranza viva, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo.
Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco –, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.
Parola di Dio

SEQUENZA 
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.
«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».

«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

Canto al Vangelo (Gv 20,29)

Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Alleluia.

VANGELO (Gv 20,19-31)
Otto giorni dopo venne Gesù.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore



VIDEO












FOto della settimana



INIZIATIVE    IN PARROCCHIA 

 e locali




👶🚑 Serata formativa – Manovre di disostruzione pediatrica

📅 Martedì 28 aprile 2026 🕣 Ore 20:30
📍 Centro Civico “Oriana Fallaci” – Sala polivalente Via Don Luigi Fabian n. 10, Cavino









13- 19 aprile 2026

13 L Beato chi si rifugia in te, Signore. Rinascere dall'alto, immersi nell'acqua e nello Spirito Santo, per diventare figli di Dio: questo è il Battesimo. 
S. Martino I (mf); S. Ermenegildo; B. Ida. 
At 4,23-31; Sal 2; Gv 3,1-8.

14 M Il Signore regna, si riveste di maestà. Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo: queste parole legano l'incarnazione del Verbo alla sua glorificazione. 
Ss. Tiburzio, Valeriano e Massimo; S. Lamberto; S. Liduina. 
At 4,32-37; Sal 92; Gv 3,7-15.

15 M Il povero grida e il Signore lo ascolta. Per noi che crediamo in lui, sorge un giorno di luce, eterno, che non si spegnerà più: la Pasqua mistica (Pseudo Ippolito Romano). 
S. Marone; S. Cesare de Bus; S. Damiano de Veuster. 
At 5,17-26; Sal 33; Gv 3,16-21.

16 G Ascolta, Signore, il grido del povero. Gesù, che viene dal seno del Padre, ci porta dentro la profondità della Trinità: è Dio che parla di Dio. S. Fruttuoso; S. Benedetto G. Labre; S. Bernardetta Soubirous. 
At 5,27-33; Sal 33; Gv 3,31-36.

17 V Una cosa ho chiesto al Signore: abitare nella sua casa. La merenda di un ragazzo diventa abbondanza smisurata nelle mani del Signore: egli moltiplica quello che condividiamo.
 S. Simeone Bar S.; S. Acacio; S. Caterina Tekakwitha. 
At 5,34-42; Sal 26; Gv 6,1-15.

18 S Su di noi sia il tuo amore, Signore. Gesù dice: "Non temete". A lui possiamo credere e affidare la nostra vita, senza avere paura di nulla.
 S. Atanasia; S. Galdino; B. Sabina Petrilli. 
At 6,1-7; Sal 32; Gv 6,16-21.

19 D III Domenica di Pasqua / A. 
 S. Elfego; S. Leone IX; B. Bernardo.
 At 2,14a.22-33; Sal 15; 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35.. 


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