venerdì 13 marzo 2026

Il Signore è mia luce e mia salvezza.

   15 marzo  2026

IV DOMENICA DI QUARESIMA - LAETARE  (ANNO A)

Il Signore è mia luce e mia salvezza!

La “luce” è uno dei simboli originali delle Sacre Scritture. Essa annuncia la salvezza di Dio. Non è senza motivo che la luce è stata la prima ad essere creata per mettere un termine alle tenebre del caos (Gen 1,3-5).   Ecco la professione di fede dell’autore dei Salmi: “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?” (Sal 28,1). E il profeta dice: “Alzati, Gerusalemme, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1). Non bisogna quindi stupirsi se il Vangelo di san Giovanni riferisce a Gesù il simbolo della luce. Già il suo prologo dice della Parola divina, del Logos: “In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” (Gv 1,4-5). La luce è ciò che rischiara l’oscurità, ciò che libera dalla paura che ispirano le tenebre, ciò che dà un orientamento e permette di riconoscere la meta e la via. Senza luce, non c’è vita.   Il racconto della guarigione del cieco è una “storia di segni” caratteristica di san Giovanni. Essa mette in evidenza che Gesù è “la luce del mondo” (v. 5, cf. 8, 12), che egli è la rivelazione in persona e la salvezza di Dio - offerte a tutti.



Intenzioni Sante Messe

SABATO   14 -  Ore 18.  30:     Badan Diego e Bruno   -  Scapin Lino e Paolina

DOMENICA  15   marzo   - 4  ^ Domenica di Quaresima :  ore  9.30  -  Filippi Ennio   Dalle Fratte Ivo e Giuseppe  - Salviato Valeria e Giorgio  - Tonello Dante  -  Morosinotto F ranco (anniversario)  -  Mazzon Bruno e Livio

 Lunedì     16    -   Ore     9.00     -   Spanesi Ugo    -  Tonello Luca, Bellon Maria

MARTEDì    17  -  Ore     9.00        -

MERCOLEDì   18  -   Ore     9.00    -  Varosi Marcella , Rossetto Giuliano

Giovedi’    19 -  Ore     9.00      
 
Venerdi’   20    Ore     9.00    
  
SABATO   21 -  Ore 18.  30:     Cavinato Ottorino e Mozzo Antonietta   -                Cavinato Lucia  - Tosato Giovanni, Pietro, Adriano e Danilo


DOMENICA  22    marzo   - 5 ^ Domenica di Quaresima :  ore  9.30    
     Favaro Onorino   -  Bussolaro Maria   -  Cavinato Palmira e  def. famiglia   - Mazzon Bruno e genitori 

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Avvisi  

 Oggi  durante la messa delle ore 9,30: rito delle grandi intercessioni per i futuri cresimandi.

 Al pomeriggio alle 14.30   Grande Tombola in sala Borsi organizzata dal gruppo NOI DONNE di Cavino.

 Sab. 14 e dom.15  sul sacrato della chiesa, l’Associazione “Belen”  si presenterà per un sostegno alle loro iniziative missionarie

La  Scuola Materna di Cavino sab. 21 e dom.22 sul sacrato della chiesa proporrà  la vendita pasquale.

Venerdì 27 marzo VIA CRUCIS in memoria dei missionari martiri, ore 20.30: in cammino dalla chiesa di Saletto alla parrocchia di Vigodarzere.

 Venerdì 27 marzo  ore 20.00 in chiesa a Cavino VIA CRUCIS animata dai ragazzi e  genitori dell’Iniziazione Cristiana
 
 Incontri   prossimi  
·   sab.14 e 21: ore 14.30 catechesi per i ragazzi dell’Anno dei Sacramenti
·  Mart.17  Prove di canto per la corale
·  Dom. 22 : dopo la santa messa delle 9.30, incontro catechesi Iniziazione Cristiana  ragazzi e genitori del primo discepolato  (2^ e 3^ elementare)
 
NB. Per inserire in questo foglio avvisi comunitari  ci si rivolga a Nevio ( tel.349.8478738)
 

«CREDO, SIGNORE!»


L'attestazione di fede di un cieco dalla nascita, che oggi leggiamo nel Vangelo, è la risposta esistenziale a un incontro trasformativo. Nel racconto giovanneo, il cieco guarito da Gesù attraversa un processo di riconoscimento progressivo: da beneficiario di un miracolo diventa confessore della divina identità di Cristo, il "Figlio dell'uomo". La sua professione di fede nasce non da astrazione, ma dall'esperienza vissuta - dalla vista riacquistata alla luce interiore della fede - nell'incontro con Gesù, "luce del mondo" che illumina, dissolvendo le tenebre del cuore. Paolo definisce il "frutto della luce" come «bontà, giustizia e verità» (II Lettura) - virtù che in Cristo raggiungono la pienezza: bontà che accoglie la fragilità, giustizia che ristabilisce, verità che libera.
Credere non è mero assenso intellettuale, ma conversione integrale dell'essere: accogliere Cristo implica lasciarsi sanare e trasformare. Anche nelle tenebre, la sua luce opera con fecondità, generando frutti di carità, rettitudine e autenticità. Come il cieco, ogni credente è chiamato a riconoscere in Gesù il Kýrios, il Signore, traducendo il «Credo, Signore!» in una esistenza trasfigurata dalla grazia.
don Michele G. D'Agostino, ssp


La fede ubbidiente dona la vista. 
Chi si fida di Cristo, anche senza capire tutto, riceve da lui la luce e  scopre il suo progetto  d’amore.

 

PRIMA LETTURA (1Sam 16,1.4.6-7.10-13)
Davide è consacrato con l’unzione re d’Israele.

Dal primo libro di Samuele

In quei giorni, il Signore disse a Samuele: «Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato.
Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore».
Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi».
 Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?».
 Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.
Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.

Parola di Dio


SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)

Rit: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

SECONDA LETTURA (Ef 5,8-14)
Risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.
Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto:
«Svégliati, tu che dormi,
risorgi dai morti
e Cristo ti illuminerà».
Parola di Dio


Canto al Vangelo (Gv 8,12)

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

VANGELO (Gv 9,1-41)
Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».
Parola del Signore.


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INIZIATIVE    IN PARROCCHIA 

 e locali


 

Caccia alle Uova!
 Domenica 29 marzo vi aspettiamo per un pomeriggio di gioco e divertimento! 🌸

⏰ 16.30 ritrovo in Sala Beppo per la partenza della caccia alle uova guidata dagli animatori.
🥂 Spritz hour per gli accompagnatori
🍽 Ore 19.00 possibilità di fermarsi a cena insieme
🌧 In caso di maltempo → laboratorio pasquale al coperto.
Un momento per stare insieme, divertirsi e condividere la gioia della Pasqua! 💛











16-22 marzo 2026

16 L Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato. L'ufficiale regio è il prototipo del credente: accoglie la Parola di Dio e si mette in cammino con fiducia. 
Ss. Ilario e Taziano; S. Eriberto; B. Giovanni Sordi. 
Is 65,17-21; Sal 29; Gv 4,43-54.

17 M Dio è per noi rifugio e fortezza. Àlzati, prendi la tua barella e cammina. Non dimenticare di essere un malato che è stato guarito, salvato. 
S. Patrizio; S. Geltrude; B. Corrado. 
Ez 47,1-9.12; Sal 45; Gv 5,1-16.

18 M Misericordioso e pietoso è il Signore. Gesù si dichiara apertamente Figlio di Dio: per questo è il giudice di tutti. Credere in lui significa accettare questa verità.
 S. Cirillo di Gerusalemme; S. Frediano; S. Edoardo.
 Is 49,8-15; Sal 144; Gv 5,17-30.

19 G S. GIUSEPPE (s, bianco). In eterno durerà la sua discendenza. Dio non ha voluto privare suo Figlio di un padre sulla terra: lo affidò alla cura premurosa di san Giuseppe.
 B. Andrea Gallerani. 
2Sam 7,4-5a.12-14a.16; Sal 88; Rm 4,13.16-18.22; Mt 1,16.18-21.24a opp. Lc 2,41-51a. 
Festa del papà. Auguri!

20 V
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato. Secondo una tradizione il Messia doveva avere un'origine misteriosa: i nemici di Gesù lo denigrano perché sanno da dove viene. 
S. Martino; S. Giovanni Nepomuceno; B. Ambrogio Sansedoni. 
Sap 2,1a.12-22; Sal 33; Gv 7,1-2.10.25-30.

21 S Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio. Continua la discussione sull'identità di Gesù: è tutto un parlottio su di lui, se sia o meno un profeta o il Messia atteso
. S. Serapione; S. Nicola di Flüe; S. Benedetta C. Frassinello. 
Ger 11,18-20; Sal 7; Gv 7,40-53.

22 D V Domenica di Quaresima 
S. Epafrodito; S. Lea; S. Benvenuto Scotivoli.
 Ez 37,12-14; Sal 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45.

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