3 maggio 2023
Io sono la via, la verità e la vita.
Le ultime parole che si pronunciano alla fine della
vita hanno un carattere particolare. Riassumono il mistero di un essere.
Platone fa parlare il suo maestro Socrate di immortalità prima di morire. Il
condannato a morte consola quelli che restano.
Le ultime parole possono essere molto pragmatiche. La madre di Goethe diede istruzioni di non mettere troppa uva passa nel dolce preparato per la sua sepoltura. Alcuni esortano i loro figli a sostenersi a vicenda. I patriarchi della Bibbia muoiono benedicendo la loro discendenza.
Anche nel nostro Vangelo si tratta di ultime parole. Parla uno che è consapevole di stare per morire. E colui che ne ha preso nota è convinto che quel morto è ancora in vita.
Non leggete queste parole come un discorso ben costruito e coerente. Immaginate delle pause. Prendetele piuttosto come parole pronunciate in un profondo silenzio, come parole indirizzate a uomini prigionieri, “tutt’orecchi”, in qualche modo. Noi potremmo ascoltarle anche come si ascolta una goccia d’acqua cadere in una grotta. Bisogna che chi ascolta sia assolutamente silenzioso per lasciar entrare in sé queste parole. Se noi ascoltiamo veramente, sentiamo parole di consolazione: “Non sia turbato il vostro cuore”. Parole di speranza: “Nella casa del Padre mio vi sono molti posti”. Parole di maestà: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. Parole di vocazione esigente: “Chi crede in me compirà le opere che io compio”.
Non è facile per noi capire immediatamente queste parole. I discepoli che interrompono il Signore fanno delle domande smarrite. Non hanno ancora capito, eppure è già l’ora dell’addio. Sapremo noi capire meglio
Le ultime parole possono essere molto pragmatiche. La madre di Goethe diede istruzioni di non mettere troppa uva passa nel dolce preparato per la sua sepoltura. Alcuni esortano i loro figli a sostenersi a vicenda. I patriarchi della Bibbia muoiono benedicendo la loro discendenza.
Anche nel nostro Vangelo si tratta di ultime parole. Parla uno che è consapevole di stare per morire. E colui che ne ha preso nota è convinto che quel morto è ancora in vita.
Non leggete queste parole come un discorso ben costruito e coerente. Immaginate delle pause. Prendetele piuttosto come parole pronunciate in un profondo silenzio, come parole indirizzate a uomini prigionieri, “tutt’orecchi”, in qualche modo. Noi potremmo ascoltarle anche come si ascolta una goccia d’acqua cadere in una grotta. Bisogna che chi ascolta sia assolutamente silenzioso per lasciar entrare in sé queste parole. Se noi ascoltiamo veramente, sentiamo parole di consolazione: “Non sia turbato il vostro cuore”. Parole di speranza: “Nella casa del Padre mio vi sono molti posti”. Parole di maestà: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. Parole di vocazione esigente: “Chi crede in me compirà le opere che io compio”.
Non è facile per noi capire immediatamente queste parole. I discepoli che interrompono il Signore fanno delle domande smarrite. Non hanno ancora capito, eppure è già l’ora dell’addio. Sapremo noi capire meglio
Intenzioni Sante Messe
DOMENICA 3 maggio - 5^ Domenica di Pasqua ore 9.30 - Scapin Samuele e Arino - Bettio Evelina e Graziella - Tonello Dante e familiari - Bertapelle Gemma (anniversario) e fam.
Lunedì 4 - Ore 9.00
MARTEDì 5 - Ore 9.00 -
MERCOLEDì 6 - Ore 9.00 -
Giovedi’ 7 - Ore 9.00 -
Venerdi’ 8 - Ore 9.00
MARTEDì 5 - Ore 9.00 -
MERCOLEDì 6 - Ore 9.00 -
Giovedi’ 7 - Ore 9.00 -
-
SABATO 9 - Ore 19. 00: - Famiglia def. Bedin Fulvio - Bertapelle Marcello e defunti Bertapelle. - Virgis Elio e Pasquali Ada - Badan Diego e Bruno
SABATO 9 - Ore 19. 00: - Famiglia def. Bedin Fulvio - Bertapelle Marcello e defunti Bertapelle. - Virgis Elio e Pasquali Ada - Badan Diego e Bruno
DOMENICA 10 maggio - 6^ Domenica di Pasqua ore 9.30 -
Avvisi
¨ Il mese di maggio è dedicato alla Madonna, intensifichiamo in parrocchia la recita del Santo Rosario perché la preghiera del Santo Rosario è l’occasione per far crescere anche la nostra fede. sia presso i capitelli o in chiesa e viviamolo come momento comunitario di preghiera per la pace nel mondo, per la nostra comunità di Cavino e per le famiglie
¨ Sabato 9 maggio ore 19,00 CONSEGNA DEL CREDO ai bambini dell’ I.C di 2^ e 3^ elementare .
¨ Sabato 9 maggio: con questo sabato riprendono alle ore 14,30, secondo il calendario, gli incontri, 4 in tutto post cresima con i ragazzi di 5^ elementare
PROMESSE COMPIUTE
Nel tempo pasquale riascoltiamo le promesse che Gesù ha fatto alla comunità dei discepoli nell'imminenza della sua Passione (Vangelo). Questo significa che dobbiamo cambiare i verbi al futuro in verbi al presente. Quanto Gesù ha promesso si è già realizzato nella sua morte e risurrezione, anche se dobbiamo attendere il suo pieno e definitivo compimento. Possiamo tuttavia già compiere le opere più grandi della fede, percorrendo la via che è Gesù, dimorando nella sua verità, accogliendo il dono della sua vita.
Fissando lo sguardo su di lui ci è donato di contemplare il volto del Padre, che egli ci rivela, e soprattutto in lui possiamo già dimorare presso Dio, nel suo amore e nella sua pace, là dove il Risorto ci ha preparato un posto. Come ci insegna san Pietro (II Lettura), in Gesù crocifisso e vivente riconosciamo la pietra scartata e scelta dal Padre, e sul suo fondamento possiamo sin da ora edificare non solo la comunità cristiana, ma una vita personale capace di quel servizio gratuito e disinteressato che la comunità di Gerusalemme affida a Stefano e ai suoi compagni (I Lettura), e di diffondere la parola di Dio, così che cresca il numero dei credenti.d. Luca Fallica, Abate di Montecassino
Gesù è l'unica via che conduce al cielo. Nel dubbio o nella confusione, affidiamoci a lui: la sua Parola è verità che orienta i nostri passi verso il Padre.
Oggi ricorrono la 30ª Giornata dei Bambini Vittime della violenza, dello sfruttamento e dell'indifferenza, contro la pedofilia e la Giornata di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa Cattolica.
PRIMA LETTURA (At 6,1-7)
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.
PRIMA LETTURA (At 6,1-7)
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 32)
Rit: Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
SECONDA LETTURA (1Pt 2,4-9)
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.
VANGELO (Gv 14,1-12)
Io sono la via, la verità e la vita.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Parola del Signore
4-10 maggio 2026
4 L Non a noi, Signore, ma al tuo nome da' gloria. Gesù afferma che, grazie all'amore, Dio dimora in noi perché noi dimoriamo in Dio, in una mutua donazione.
S. Antonina; S. Floriano; Ss. Silvano di Gaza e c.
At 14,5-18; Sal 113B; Gv 14,21-26.
5 M I tuoi amici, Signore, proclamino la gloria del tuo regno. La pace che Gesù dona è la realizzazione della promessa messianica: non qualcosa, ma egli stesso è la pace.
S. Gottardo; S. Nunzio Sulprizio; B. Caterina Cittadini.
At 14,19-28; Sal 144; Gv 14,27-31a.
6 M Andremo con gioia alla casa del Signore. Gesù, usando l'immagine della vite, dice che in lui e nei discepoli deve scorrere la stessa linfa: lo Spirito Santo.
S. Venerio; S. Pietro Nolasco; B. Anna Rosa Gattorno.
At 15,1-6; Sal 121; Gv 15,1-8.
7 G Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore. Rimanere nell'amore, che Gesù Cristo ci dona con il suo Spirito, è garanzia di una vita nella gioia.
S. Domitilla; S. Rosa Venerini; S. Agostino Roscelli.
At 15,7-21; Sal 95; Gv 15,9-11.
8 V Ti loderò fra i popoli, Signore. Possiamo amare come il Signore ci ama, perché è lui che genera in noi la sua stessa capacità di amare.
B.V. Maria di Pompei; S. Vittore il Moro; S. Bonifacio IV.
At 15,22-31; Sal 56; Gv 15,12-17.
9 S Acclamate il Signore, voi tutti della terra. Il discepolo non ha paura dell'odio del mondo perché Cristo gli dona forza nelle difficoltà.
S. Pacomio; B. Forte Gabrielli.
At 16,1-10; Sal 99; Gv 15,18-21.
10 D VI Domenica di Pasqua
S. Giovanni d'Avila; S. Gordiano; S. Cataldo.
At 8,5-8.14-17; Sal 65; 1Pt 3,15-18; Gv 14,15-21.

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