7 giugno 2024
SANTISSIMO
CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)
La mia carne è vero cibo
e il mio sangue vera bevanda.
Oggi festeggiamo il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo. La realtà del dono del Padre alla nostra umanità si esprime, dall’inizio alla fine, sotto forma di corpo. Si tratta dapprima della realtà carnale del corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. È questo corpo ferito che risorge e che Gesù dà da vedere e da toccare agli apostoli. Ma Gesù non si ferma qui. Suo corpo è anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo è la testa. Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!” (Mt 26,26).
Già i primi cristiani paragonarono il corpo spezzato di Cristo al grano, macinato in farina per diventare pane, dopo essere stato mischiato all’acqua della vita e passato nel fuoco dello Spirito.
Questo pane spirituale, fatto dal grano del campo che è Gesù (Gv 15,1), divenendo, come il vino dell’Eucaristia, nostro cibo, nutre in noi la vita divina, che è vita eterna. E Gesù, ancora una volta, afferma: “Io sono”. Qui dice: “Io sono il pane”. Gesù costituisce il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avrà la vita in lui (Gv 6,53). Ecco perché noi celebriamo oggi la realtà umana e divina del Verbo fatto carne e anche quella del corpo risorto; ed ecco perché ci dà davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. Bisogna essere presenti alla sua presenza reale.
Carissimi cristiani di Cavino, Pace e Bene!
Ho fra le mani il “RISVEGLIO” di Giugno.
Molto bello! L’immagine, anche se è in bianco e nero, riempie in pienezza il cuore perché rappresenta l’immagine del Sacro Cuore di Gesù al quale noi ci siamo affidati come FAMIGLIA PARROCCHIALE.
Molto toccanti le parole “ Un solo Cuore, una sola famiglia”.
Buona festa patronale alla nostra Comunità, custode dell’amore infinito di Cristo.
Scatti in noi quel sano orgoglio di appartenenza che ci qualifica e ci rende forti anche difronte alle contraddizioni della vita stessa. E’ importante essere veri, autentici, desiderosi di intessere relazioni vere, di sostanza. Amici di Cavino, non dobbiamo apparire, ma ESSERE!!!!!
Mi sento un Prete fortunato in questa nostra Comunità e il Signore conosce quello che dico. Spero, ardentemente, che questo entusiasmo si rafforzi sempre più, che ci sia da ognuno di noi, l’impegno a non mollare ma a portare un contributo costruttivo per dilatare il cuore di ognuno di noi.
Buona Sagra, buone feste patronali.
Molto toccanti le parole “ Un solo Cuore, una sola famiglia”.
Buona festa patronale alla nostra Comunità, custode dell’amore infinito di Cristo.
Scatti in noi quel sano orgoglio di appartenenza che ci qualifica e ci rende forti anche difronte alle contraddizioni della vita stessa. E’ importante essere veri, autentici, desiderosi di intessere relazioni vere, di sostanza. Amici di Cavino, non dobbiamo apparire, ma ESSERE!!!!!
Mi sento un Prete fortunato in questa nostra Comunità e il Signore conosce quello che dico. Spero, ardentemente, che questo entusiasmo si rafforzi sempre più, che ci sia da ognuno di noi, l’impegno a non mollare ma a portare un contributo costruttivo per dilatare il cuore di ognuno di noi.
Buona Sagra, buone feste patronali.
Cuore di Gesù confido in Te, buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Con affetto sincero,
Con affetto sincero,
vostro don Daniele
Intenzioni Sante Messe
SABATO 6- Ore 19.00 - Dalle Fratte Genesio e fam. - Virgis Elio e Pasquali Ada - Cavinato Alida e Libralon Ottorino - Righetto Gino - Fasolato Ernesta - Campagnolo Maria ( settimo) - Miozzo Maria (settimo)
- Scapin Samuele e Arino - Bedin Mario e Borsato Dorina - Bedin Luigi, Assunta, Ferdinando, Tecla, Santa e Rita - Mazzon Maria e Tonello Silvano
Lunedì 8 - Ore 9.00
MARTEDì 9 Ore 9.00 - Bortoletto Guerrina e Cogo Giosuè
MERCOLEDì 10 - Ore 9.00 - Varosi Marcella e Rossetto Giuliano
Giovedi’ 11- Ore 9.00-
SABATO 13 Ore 18.00 - Agostini Sereno e Dorina - Badan Diego e Bruno - Sgarbossa Antonio - Pinato Agnese ( trigesimo) - Baldin Luciano, Milena e Scapin Nives
DOMENICA 14 giugno : 11^ Domenica del Tempo Ordinario ore 9.30
Rizzato Rizzieri - Tonietto Rosi e Bedin Giorgio - Cavinato Ottorino e Mozzo Antonietta - Dalle Fratte Ivo e Giuseppe
Avvisi
ore 9.00-12.00 Esposizione e Adorazione del Santissimo Sacramento, con possibilità di confessarsi e Comunione agli ammalati;
Ore 18,00—Visita guidata alla scoperta della nostra chiesa con Paolo V.
ore 19,00—S. Messa solenne;
ore 20.00 proposta della CENA COMUNITARIA... attesi tutti i chierichetti
Sab. 13– Mer. 17 CAVINO IN SAGRA. Le manifestazioni sono ampiamente pubblicizzate dall’Associazione Insieme a Cavino, dai social e anche da Il Risveglio. Si segnala l’aspetto culturale: quali i premi “ Giovanni da Cavino” alle Cucine Popolari (aspetto umanitario) e per le sculture in legno (aspetto artistico) di domenica 14 ore 10.45; anche la MOSTRA DEL LIBRO curata dalla Scuola dell’Infanzia contribuisce a qualificare la nostra sagra.
GREST 2026 Cavino dal 6 al 17 luglio : si raccoglieranno le ultime adesioni sia domenica 7 che 14 giugno c/o sala Parrocchiale dagli stessi animatori e organizzatori
«PANE VIVO, DISCESO DAL CIELO»
La manna donata a Israele nel deserto (I Lettura) non fu soltanto un cibo, ma anche segno e profezia. Se qui Israele apprese la sua dipendenza totale dalla Parola che esce dalla bocca di Dio, nel tempo della pienezza il popolo si sarebbe nutrito proprio di quella Parola, ora fattasi carne in Gesù Cristo. Un salto qualitativo che troviamo bene espresso dalle parole di Paolo: «Il pane che noi spezziamo non è più simbolo, ma comunione al corpo di Cristo» (II Lettura). L'unico pane, condiviso da molti, crea l'unità del corpo ecclesiale. L'Eucaristia è realtà sacramentale, non semplice ricordo. Gesù ci rivela questa verità inaudita con linguaggio crudo e senza metafore, al punto da scandalizzare chi lo ascolta: «Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Vangelo). Gesù non offre qualcosa, ma sé stesso. L'Eucaristia, infatti, attualizza il sacrificio del Calvario, perché a farsi realmente presenti sotto le specie del pane e del vino sono la sua Carne offerta e il suo Sangue versato per la nostra salvezza. La vita eterna non è un premio futuro, ma inizia ora. Ogni volta che ci nutriamo di questo Pane il cielo tocca la nostra terra.
don Pietro Roberto Minali, ssp
don Pietro Roberto Minali, ssp
L'Eucaristia non è solo un simbolo, ma cibo vero.
Nutrirci del Corpo di Cristo e dissetarci del suo Sangue versato ci trasforma e ci dona la forza per amare come lui e diventare pane spezzato per gli altri.
PRIMA LETTURA (Dt 8,2-3.14-16)
Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.
PRIMA LETTURA (Dt 8,2-3.14-16)
Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 147)
Rit: Loda il Signore, Gerusalemme.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.
SECONDA LETTURA (1Cor 10,16-17)
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
Parola di Dio
SEQUENZA
[Sion, loda il Salvatore,la tua guida, il tuo pastorecon inni e cantici.Impegna tutto il tuo fervore:egli supera ogni lode,non vi è canto che sia degno.Pane vivo, che dà vita:questo è tema del tuo canto,oggetto della lode.Veramente fu donatoagli apostoli riunitiin fraterna e sacra cena.Lode piena e risonante,gioia nobile e serenasgorghi oggi dallo spirito.Questa è la festa solennenella quale celebriamola prima sacra cena.È il banchetto del nuovo Re,nuova Pasqua, nuova legge;e l'antico è giunto a termine.Cede al nuovo il rito antico,la realtà disperde l'ombra:luce, non più tenebra.Cristo lascia in sua memoriaciò che ha fatto nella cena:noi lo rinnoviamo.Obbedienti al suo comando,consacriamo il pane e il vino,ostia di salvezza.È certezza a noi cristiani:si trasforma il pane in carne,si fa sangue il vino.Tu non vedi, non comprendi,ma la fede ti conferma,oltre la natura.È un segno ciò che appare:nasconde nel misterorealtà sublimi.Mangi carne, bevi sangue;ma rimane Cristo interoin ciascuna specie.Chi ne mangia non lo spezza,né separa, né divide:intatto lo riceve.Siano uno, siano mille,ugualmente lo ricevono:mai è consumato.Vanno i buoni, vanno gli empi;ma diversa ne è la sorte:vita o morte provoca.Vita ai buoni, morte agli empi:nella stessa comunioneben diverso è l’esito!Quando spezzi il sacramentonon temere, ma ricorda:Cristo è tanto in ogni parte,quanto nell’intero.È diviso solo il segnonon si tocca la sostanza;nulla è diminuitodella sua persona.]Ecco il pane degli angeli,pane dei pellegrini,vero pane dei figli:non dev’essere gettato.Con i simboli è annunziato,in Isacco dato a morte,nell'agnello della Pasqua,nella manna data ai padri.Buon pastore, vero pane,o Gesù, pietà di noi:nutrici e difendici,portaci ai beni eterninella terra dei viventi.Tu che tutto sai e puoi,che ci nutri sulla terra,conduci i tuoi fratellialla tavola del cielonella gioia dei tuoi santi.
Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia.
VANGELO (Gv 6,51-58)
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore
8-14 giugno 2026
7 D SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO / A (s, bianco). .
S. Colmán.
Dt 8,2-3.14b-16a; Sal 147; 1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58
8 L Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra. Le beatitudini rivelano una felicità possibile per chi accetta di essere povero, mite, puro, afflitto, perché già cittadino del Regno.
S. Medardo; S. Fortunato; B. Nicola (Giovanni) Medda da Gesturi.
1Re 17,1-6; Sal 120; Mt 5,1-12a.
9 M Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto. Il cristiano è il sale che dà sapore alla vita, ne mostra il senso e la illumina con la luce di Cristo.
S. Efrem (mf); B. Anna Maria Taigi; B. Luigi Boccardo.
1Re 17,7-16; Sal 4; Mt 5,13-16.
10 M Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. La Legge antica trova il suo compimento in Gesù: solo lui ne rivela il significato più profondo.
S. Censurio; S. Landerico; B. Enrico da Bolzano.
1Re 18,20-39; Sal 15; Mt 5,17-19.
11 G San Barnaba ap. (m, rosso). Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore. I discepoli devono superare il legalismo dei farisei, per vivere nella Legge dell'amore che porta al perdono.
S. Paola Frassinetti.
At 11,21b-26; 13,1-3; Sal 97; Mt 5,20-26.
12 V SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ / A (s, bianco). L'amore del Signore è per sempre. Il cuore di Gesù è il luogo del nostro riposo: è lì che egli ci invita ad andare per tenerci sempre con sé.
S. Onofrio; S. Gaspare Bertoni.
Dt 7,6-11; Sal 102; 1Gv 4,7-16; Mt 11,25-30
.
13 S Cuore Immacolato della B.V. Maria (m, bianco). Tu sei, Signore, mia parte di eredità. Alla Madre che lo cercava angosciata, Gesù si rivela come Figlio di Dio e lei custodisce nel cuore le sue parole.
13 S Cuore Immacolato della B.V. Maria (m, bianco). Tu sei, Signore, mia parte di eredità. Alla Madre che lo cercava angosciata, Gesù si rivela come Figlio di Dio e lei custodisce nel cuore le sue parole.
S. Antonio di Padova.
1Re 19,19-21; Sal 15; Lc 2,41-51.
14 D XI Domenica del T.O. / A.
Ss. Valerio e Rufino; S. Metodio.
Es 19,2-6a; Sal 99; Rm 5,6-11; Mt 9,36-10,8




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